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IL TESTO
“Brancolando nel buio”
prosegue idealmente la fondamentale motivazione con la quale la
nostra compagnia affronta l’arte teatrale: “divertire e
divertirsi attraverso il teatro”.
Edoardo volta, scultore squattrinato di opere moderne, organizza una
serata per presentare le sue creazioni ad un famoso critico d'arte
tedesco ed al padre della sua nuova fidanzata, sperando così di dare
la svolta decisiva ad una sciagurata carriera.
Un black out però arriva inatteso ed inopportuno a forgiare quella
che diventerà la serata più iellata della vita del nostro
protagonista.
Il buio irrompe prepotentemente nell'esistenza di Edoardo Volta,
costringendolo, suo malgrado, a fare i conti con la propria vita di
artista, ma anche umana, persuadendolo che in fondo l’importante è
essere sempre sè stessi.
Tutta la commedia si svolge in un bizzarro alternarsi di luce e buio
che dà il via ad una sequela di ambiguità rocambolesche e che svela
la vera natura di tutti i presenti.
L'appartamento si riempie di persone sbagliate nei momenti
sbagliati, dando così origine a spassosi incontri/scontri.
In scena ciò che è luce diventa buio e viceversa: nella luce lo
spettatore vede ciò che potrebbe accadere in un appartamento immerso
nell'oscurità.
Un testo spumeggiante che ruota intorno agli equivoci, agli scambi
di persona e agli scontri fisici e sentimentali.
NOTE:
Con le proprie
rappresentazioni, la Compagnia Teatrale Mabochissà, raccoglie fondi
da devolvere in beneficenza; attualmente appoggia l'attività di
Padre Luigi Stevanin, missionario originario di San Bonifacio, che
opera come cappellano delle carceri di Bukavu (Kivu) nella
Repubblica Democratica del Congo, città sita al
confine orientale a due passi dal Ruanda e dal Burundi.
Padre Luigi svolge la propria attività a sostegno delle persone
ingiustamente incarcerate, vittime di soprusi o ridotte in povertà a
causa della guerra civile.
Grazie al Suo impegno, centinaia di persone, prigioniere per i più
svariati ed assurdi motivi, destinate a lunghe carcerazioni, se non
addirittura alla fucilazione, sono state rimesse in libertà.
Spesso per pagare il “riscatto” delle persone ingiustamente
incarcerate bastano pochi euro.
I fondi che la compagnia raccoglie, grazie alle sue
rappresentazioni, sono pertanto devoluti a Padre Luigi, perché possa
operare con successo, sia verso i carcerati, sia verso tutti coloro
che vivono ai limiti della sopravvivenza. Per
tutto questo e per tutto quello che con la vostra presenza e le
vostre risate ci potrete dare, la Compagnia teatrale Mabochissà,
dal profondo del cuore vi manda un GRAZIE. |
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